Il Classicismo viennese che non c’è

Il Classicismo viennese che non c’è

Febbraio 14, 2019 0 Di admin

L’invenzione della musica classica

Il cosiddetto “classicismo viennese” rifletteva la limitatezza di vedute xenofobe, razziste, pangermaniche. Si concentrò su tre nomi HMB, ossia Haydn, Mozart e Beethoven. Nei programmi da concerto i compositori dichiaratamente ebrei costituirono l’eccezione.


Questioni di razza

La purezza della razza era garanzia di qualità musicale. Il pubblico si convinceva “della bontà della tradizione”, “dell’enorme contributo tedesco alla musica mondiale”. La “ricchezza del repertorio popolare” l’avrebbe difeso dall’indebita ingerenza degli stranieri. E tra le musiche di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Wagner, Bruckner fecero presto capolino cantilene decisamente antisemite. Quelle dovevano trasmettere “l’autentico sentimento germanico”.


I falsi internazionalismi

Durante i Festival di Bach, Beethoven, Mozart degli anni ’30, la musica fu ammantata di internazionalismo, cosmopolitismo, universalismo. Quei termini nascondevano in realtà un interesse esclusivo per la Germania. La nazione si considerava tanto privilegiata da essere unica tra le altre a poter raggiungere l’assoluto con l’arte dei suoni. Fu ripescato perciò lo slogan “musica linguaggio universale”. Il concetto corrispondeva a una falsa verità.


l’identità razziale

I congressi di musicologia a Vienna riguardanti Beethoven e Mozart furono eventi significativi del mondo musicale. Essi impegnarono le migliori menti d’Austria e di Germania sopra i temi cari agli ultra-nazionalisti. Si parlava di antisemitismo, superiorità razziale, identità nazionale dell’opera. I musicologi misuravano esattamente quanto di tedesco vi fosse nella musica.


Mozart è tedesco?

I nazisti consideravano Mozart un tedesco, essendo Leopold originario di Augusta. Essi consideravano del tutto marginali i suoi legami con l’Austria. Una lettera di Mozart era citata spesso come giusta reazione ai soprusi degli stranieri che prevaricavano lì in Germania. Mozart, ostacolato a Berlino da un francese, lo aveva definito un “brutto ceffo celtico che da anni mangia pane tedesco, arrangiandosi a parlare, o storpiare, la lingua germanica come glielo consente il suo grugno francese”. Il testo razzista è contenuto nella lettera ad Anton Klein.


La musica degenerata

Le riviste musicali, invece di limitarsi a produrre informazione culturale, si rivelarono insospettate alleate del NSDAP (partito nazista dei lavoratori). Contribuirono così a demonizzare ogni forma di modernismo e di intromissione giudaica in ambito musicale. Diffusero i concetti di Entartung, entartete Kunst e entartete Musik, cioé degenerazione, arte degenerata e musica degenerata.


L'invenzione della musica classica: Ludwig van Beethoven, Wolfgang Amadeus Mozart, e Franz Joseph Haydn.
Ludwig van Beethoven

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Per l’argomento musica e razza vedi l’introduzione.

Per approfondire il tema rimandiamo ai capitoli del libro sulla musica e razza in Mozart la caduta degli dei.

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Durante i Festival di Bach, Beethoven, Mozart degli anni '30, la musica fu ammantata di internazionalismo, cosmopolitismo, universalismo che nascondevano in realtà un interesse esclusivo per la Germania. La nazione si considerava tanto privilegiata da essere unica tra le le altre a poter raggiungere l’assoluto con l’arte dei suoni. Fu ripescato lo slogan “musica linguaggio universale” (un concetto falso, una falsa verità).
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